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Due ritocchi in materia di farmacie e il resto dei contenuti accantonato fino alla ripresa della discussione mercoledì prossimo, dopo la pausa pasquale dei lavori parlamentari. Si sono chiusi così i lavori della Commissione industria del Senato sul Ddl Concorrenza nell'ora dedicata nella mattinata di oggi al testo. Il dibattito è ripreso proprio dall'articolo 48 e ha visto due emendamenti approvati. Il primo specifica che le farmacie dipendenti da strutture ospedaliere sono titolate a ricevere i medicinali per uso unicamente ospedaliero, mentre il secondo taglia da 10 a tre anni il periodo in cui la gestione associata di una farmacia deve essere mantenuta tale dopo il superamento del concorso. Per il resto c'è stato un nuovo accantonamento degli altri emendamenti sull'articolo ed è stato preannunciato un emendamento dei relatori sulla questione delle società di capitali. La direzione verso la quale si starebbe andando, come accennato ieri, è quella dell'introduzione di un tetto per il numero di farmacie che le società di capitali potranno possedere sul territorio regionale. Resterebbe questo l'unico paletto per le società di capitale che potranno detenere l'intero pacchetto della proprietà delle farmacie. Se effettivamente il testo deve approdare in aula nella settimana del 5 aprile, la prossima sarà quella decisiva per il licenziamento della Commissione industria.

Fonte: Farmacista 33.

 

A reggere meno l'arrivo dell'ondata di allergie primaverili e di rinite allergica, saranno gli uomini: sono di cattivo umore, fanno fatica a concentrarsi e trascurano l'attività sportiva molto più delle donne, ma sono più propensi ad affidarsi al consiglio del farmacista o del medico rispetto alla popolazione femminile che gestisce più in autonomia i sintomi. È questo il quadro che emerge dall'indagine dell'Associazione nazionale farmaci di automedicazione (Assosalute) che ha evidenziato, su mille partecipanti divisi equamente tra uomini e donne) le differenze di genere nella gestione della rinite nelle allergie di primavera. In generale, le allergie respiratorie colpiscono il 18,3% degli italiani, ma con un impatto diverso a seconda dei sintomi: la problematica più lamentata dagli uomini rispetto alle donne, sono gli starnuti (57,6% vs 49,6%), mentre il prurito oculare è estremamente irritante più per le donne (56,8%) rispetto agli uomini (42,7%). Variazioni di genere anche per le ricadute sulla qualità della vita: Gli uomini accusano maggiormente difficoltà a concentrarsi (25% vs 13,9%). Si ha anche meno spazio per mantenersi in forma: quasi il 12% degli uomini rinuncia all'attività sportiva (contro il 2,4% delle donne).

 

Ogni possibile intervento sulla distribuzione del farmaco e sulla farmacia dovrebbe essere valutato in una visione di sistema, quello del Ssn. Le farmacie hanno un ruolo e svolgono un servizio, in certe aree del Paese suppliscono anche alle carenze del territorio. Toccarle può finire per innescare un problema sociale. E’, in sintesi, quanto ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel suo intervento alla tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Astrid per presentare il suo ultimo studio, dedicato alle prospettive dell’industria farmaceutica e alla governance del farmaco. Coordinata dall’economista Nicola Salerno, la ricerca dedica un capitolo alle farmacie e agli interventi con cui incrementare concorrenza ed efficienze di scala, nel quale lo stesso Salerno ripresenta proposte vecchie di un paio di anni e già ferocemente contestate dai titolari. Tra le quali superamento della Pianta organica, liberalizzazione della fascia C, abolizione del prezzo fisso e sconti Ssn liberi sui farmaci di fascia A. Un menù che, però, non ha convinto il ministro Lorenzin: «Se si guarda alla farmacia soltanto come a un esercizio commerciale e l’obiettivo è abbassare i costi distributivi» ha commentato «ci si chiude in una visione esclusivamente economicistica. Io invece preferisco ragionare in un quadro sistemico, ed è per questo che ho voluto la farmacia dei servizi». In una prospettiva di sistema, ha continuato Lorenzin, diventa evidente che non ha alcun senso inventarsi nuove formule per fare cose per le quali già ci sono le farmacie del territorio. «Si vogliono aprire quattromila Case della Salute» ha ironizzato il Ministro «quando le farmacie sono già pronte e a disposizione. E allora usiamole, spremiamole a fondo se è necessario, ma non inventiamoci dei cloni».

Ultimo aggiornamento (Venerdì 18 Marzo 2016 18:31)

 
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